$RIOT Riot Platforms Stock Hub 2026: il lease da 191 MW a Rockdale e la svolta verso i data center AI
Un contratto di locazione ventennale da 191 megawatt per circa 9,1 miliardi di dollari, un laboratorio di frontiera nell’intelligenza artificiale come inquilino non nominato, e un bilancio finanziato vendendo bitcoin mentre il cantiere corre davanti ai canoni.
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In sintesi
Il 10 agosto 2026 Riot DC Logistics LLC ha sottoscritto un credit agreement con Morgan Stanley Senior Funding, Inc. come agente amministrativo per una linea a termine senior garantita di tipo delayed-draw fino a 573,0 milioni di dollari, destinata ad apparecchiature a lunga consegna e ad altre attrezzature di progetto per il data center da 191 MW di capacità IT critica a Rockdale. I finanziamenti pagano l’Adjusted Term SOFR maggiorato del 2,75 per cento oppure, a scelta del mutuatario, il Base Rate maggiorato dell’1,75 per cento, con una commissione sulla parte non utilizzata. Il Form 8-K depositato il 14 agosto 2026 indica che i finanziamenti scadono il 31 dicembre 2026. Il Form 10-Q depositato quattro giorni prima descriveva la stessa linea come ponte con scadenza 15 ottobre 2026, prorogabile in connessione con un rifinanziamento. L’8-K è il deposito successivo e descrive il contratto sottoscritto, che sarà allegato per intero al Form 10-Q del trimestre chiuso al 30 settembre 2026. Il modo e i termini del rifinanziamento restano la prima prova concreta del piano di finanziamento. Fonti: Form 8-K depositato il 14 agosto 2026; Form 10-Q per il trimestre chiuso il 30 giugno 2026.
Le obbligazioni convertibili senior allo 0,75 per cento con scadenza 2030, per 594,4 milioni di dollari di valore nominale, sono diventate convertibili a scelta dei portatori nel terzo trimestre 2026 perché il titolo ha chiuso sopra il 130 per cento del prezzo di conversione applicabile per almeno venti delle trenta sedute terminate il 30 giugno 2026. Riot dichiara di avere la capacità e l’intenzione di regolare le conversioni in azioni ordinarie. Separatamente, il programma at-the-market 2025, autorizzato fino a 500,0 milioni di dollari, non ha registrato alcuna vendita nel primo semestre 2026 ed era ancora interamente disponibile a fine trimestre. Le azioni in circolazione erano 378.022.964 al 30 giugno 2026 e 375.258.935 alla data del 7 agosto 2026 riportata in copertina del Form 10-Q.
01 Che cosa è Riot Platforms nell’agosto 2026
Riot Platforms, Inc. è una società di diritto del Nevada con sede a Castle Rock, in Colorado, quotata sul Nasdaq Capital Market con il ticker $RIOT. Per quasi tutta la sua vita da quotata la descrizione che contava era semplice: uno dei maggiori miner di bitcoin del Nord America, con una flotta concentrata nel Texas centrale e una struttura di costo costruita attorno a energia ERCOT a buon mercato e interrompibile. Quella descrizione oggi è incompleta.
Dal primo trimestre 2026 la società riporta tre segmenti. Il mining di bitcoin resta la voce di ricavo più grande. Engineering progetta e produce quadri elettrici e apparecchiature di distribuzione su specifica, in parte per i siti di Riot e in parte per clienti industriali e pubblici esterni. Data Center, diventato segmento riportabile solo nel primo trimestre 2026, affitta spazio e capacità elettrica a terzi e fattura i servizi di allestimento a costo più margine.
La logica industriale che la società propone è che i tre pezzi si tengano. La divisione Engineering costruisce i quadri e la distribuzione elettrica che i cantieri dei data center consumano, il che secondo l’azienda riduce sia il rischio di catena di fornitura sia il rischio di controparte sul proprio programma di costruzione. La flotta di miner monetizza la potenza già energizzata ma non ancora affittata. Il business dei data center converte lo stesso allacciamento in canoni contrattualizzati di lungo periodo invece che in una linea di ricavo che si muove con il prezzo del bitcoin.
Due accordi firmati nel 2026 hanno trasformato quell’argomento da slide a contratto. Il 16 gennaio 2026 Riot ha annunciato un contratto decennale con Advanced Micro Devices, Inc. per 25 MW di carico IT critico a Rockdale, portati a 50 MW da un emendamento dell’aprile 2026. Il 10 agosto 2026, insieme ai conti del secondo trimestre, la società ha annunciato un contratto di locazione ventennale per 191 MW di capacità IT critica nello stesso campus, con un inquilino descritto soltanto come “uno dei principali laboratori di frontiera nell’intelligenza artificiale”. Insieme i due accordi coprono 241 MW di carico IT critico e, secondo i conti della stessa società, circa 9,8 miliardi di dollari di ricavi contrattualizzati.
La transizione non è gratuita e non è finita. Riot ha registrato una perdita netta di 237,2 milioni di dollari nel secondo trimestre e di 737,6 milioni nel primo semestre. Ha venduto 9.665 bitcoin in sei mesi per finanziare il programma. I 191 MW non iniziano a consegnare prima di dicembre 2027. Restano da mettere in fila i termini come sono depositati, il bilancio che deve portare la società fino al primo canone, e le cose che possono andare storte nel mezzo.
02 Il lease da 191 MW a Rockdale, così come è depositato
L’accordo comunicato il 10 agosto 2026 è descritto nei documenti come un Data Center Lease and Services Agreement su 191 MW di capacità IT critica nel campus di Rockdale, in configurazione build-to-suit Tier 3. Il termine iniziale è di vent’anni e, nella formulazione del Form 10-Q, decorre dal completamento del dispiegamento previsto a giugno 2028, che è ciò che porta la scadenza a giugno 2048. Il comunicato parla di circa 9,1 miliardi di dollari di ricavi contrattuali complessivi; il Form 10-Q indica la stessa cifra come canone base, che è la descrizione più stretta delle due ed è quella usata qui. Due opzioni di rinnovo successive da cinque anni ciascuna sono nella disponibilità dell’inquilino. Se entrambe venissero esercitate, la società indica un valore potenziale complessivo di circa 16,1 miliardi di dollari.
Riot ha pubblicato anche una stima di quanto il contratto porta sotto la riga dei ricavi. Il reddito operativo netto cumulato sul termine base è indicato fra 7,3 e 8,2 miliardi di dollari, che la società traduce in un contributo medio annuo compreso fra 365 e 411 milioni. Per una società che nell’ultimo trimestre ha prodotto 174,2 milioni di ricavi totali, un singolo contratto destinato a generare in media quasi 400 milioni di NOI all’anno è un cambio di scala, non di grado.
La reazione del prezzo non è stata quella raccontata dai titoli di giornale. RIOT ha chiuso a 20,52 dollari il 7 agosto 2026, ultima seduta prima del comunicato. Il 10 agosto, giorno dell’annuncio, ha chiuso a 19,40 dollari, in calo del 5,5 per cento. L’11 agosto, con il dispaccio di Bloomberg in circolazione, il titolo è stato scambiato attorno ai 20,25 dollari, ancora sotto il livello che aveva prima che il contratto fosse reso noto. Le cronache che hanno riferito di un balzo del venti per cento descrivevano indicazioni di pre-mercato dell’11 agosto, non un prezzo di chiusura. Qualunque conclusione il mercato abbia tratto su un contratto da 9,1 miliardi in quelle due sedute, non è stata una rivalutazione lineare.
Il calendario di consegna è a fasi e lungo. I primi 96 MW IT sono attesi a dicembre 2027 e i 191 MW IT completi entro giugno 2028. Il vantaggio dichiarato da Riot è che tutto poggia su un allacciamento a Rockdale già approvato ed energizzato, il che elimina il rischio di coda che ha rallentato progetti concorrenti. Il rovescio è che da questo contratto non entra un dollaro di canone per circa sedici mesi dall’annuncio, mentre la spesa di costruzione parte subito.
È questo scarto che il finanziamento deve coprire. Il 10 agosto 2026 Riot DC Logistics LLC, controllata al cento per cento, ha sottoscritto un credit agreement con Morgan Stanley Senior Funding, Inc. come agente amministrativo per una linea a termine senior garantita di tipo delayed-draw fino a 573,0 milioni di dollari, destinata all’approvvigionamento di apparecchiature a lunga consegna e ad altri costi di sviluppo. I finanziamenti pagano, a scelta del mutuatario, l’Adjusted Term SOFR maggiorato del 2,75 per cento oppure il Base Rate maggiorato dell’1,75 per cento, oltre alle consuete commissioni di agenzia e a una commissione sulla parte non utilizzata. Le obbligazioni sono garantite da ciascuna controllata del mutuatario e da RPI AUS01-0H DC LLC, e sono assistite da privilegio su sostanzialmente tutti gli attivi di quelle società in forza di un pledge and security agreement. La linea è senza rivalsa su Riot Platforms, Inc. e su qualsiasi altra controllante diretta o indiretta, fatte salve le consuete eccezioni per frode, dolo nelle dichiarazioni e distrazione dei proventi delle garanzie. Sulla scadenza i due documenti non coincidono: il Form 10-Q depositato il 10 agosto indica il 15 ottobre 2026, prorogabile in connessione con un rifinanziamento, mentre il Form 8-K depositato il 14 agosto indica il 31 dicembre 2026. L’8-K è il deposito successivo e descrive direttamente il contratto sottoscritto.
Due caratteristiche di questa struttura tirano in direzioni opposte. La linea ponte scade circa due mesi dopo la firma, e la struttura definitiva che dovrebbe sostituirla è descritta come in via di finalizzazione, non come completata. L’economia del contratto sui vent’anni vale quanto il finanziamento che porta il cantiere alla prima consegna di dicembre 2027, e quel finanziamento non è ancora nella sua forma definitiva. L’assenza di rivalsa taglia nell’altro senso: limita quanto la capogruppo può perdere sul finanziamento di progetto, e allo stesso tempo significa che i finanziatori guardano agli attivi del progetto e non a Riot nel suo complesso.
I 241 megawatt di capacità IT critica che Riot ha sotto contratto
Carico IT critico contrattualizzato nel campus di Rockdale con i due lease firmati. Il carico IT critico è la capacità disponibile per le macchine dell'inquilino, non la potenza lorda assorbita dal sito.
- Lease con il laboratorio AI, Rockdale191 MW79,3%
- Lease AMD, Rockdale50 MW20,7%
AMD è partita da 25 MW nel gennaio 2026 e nell'aprile 2026 ha esercitato una parte della propria opzione di espansione per altri 25 MW. Restano 50 MW di capacità riservata su quell'opzione, più un diritto condizionato di prelazione su altri 100 MW, che porterebbero AMD a 200 MW. Nessuno dei due è conteggiato qui, perché nessuno dei due è stato esercitato.
Fonte: Comunicato Riot Platforms sui risultati del secondo trimestre 2026, 10 agosto 2026, e Form 10-Q al 30 giugno 2026.
03 Chi è l’inquilino, e con quale grado di certezza
Nel testo discorsivo delle sue comunicazioni Riot non scrive mai il nome dell’inquilino. Il comunicato del 10 agosto 2026, il Form 8-K depositato lo stesso giorno e la parte narrativa del Form 10-Q al 30 giugno 2026 usano tutti la stessa formula: “un laboratorio di frontiera leader nell’intelligenza artificiale”, oppure semplicemente “l’Inquilino”. L’8-K incorpora nell’Item 8.01 la sezione rilevante del comunicato, e nemmeno lì compare un nome di controparte.
I dati strutturati dello stesso Form 10-Q invece lo nominano. I contesti XBRL del documento relativi al fatto successivo alla chiusura del trimestre portano un elemento personalizzato, riot:LeaseAgreementWithAnthropicPbcMember, applicato all’asse che classifica la tipologia di accordo. L’elemento ricorre tredici volte nel deposito, sui contesti di fatto successivo e su quelli previsionali che riguardano il contratto. È la marcatura leggibile dalla macchina fatta da Riot stessa, e identifica la controparte in Anthropic PBC.
Bloomberg ha riferito lo stesso nome l’11 agosto 2026, quantificando l’operazione attorno a 9 miliardi di dollari e citando persone a conoscenza della materia. La notizia è stata ripresa ampiamente in quella mattinata. La sequenza dei fatti è quindi rovesciata rispetto a come è stata raccontata quasi ovunque: l’identificazione era già dentro il documento depositato il 10 agosto, in un punto che quasi nessuno legge, prima che uscisse il dispaccio di agenzia.
Questo cambia il peso che il nome può portare. Un elemento XBRL dentro un documento firmato dalla società è una traccia più solida di un dispaccio con fonti anonime, e significa che l’identità dell’inquilino non è soltanto un’attribuzione giornalistica. Non trasforma però il nome in una dichiarazione contrattuale comunicata: nessuna delle due società ha confermato il rapporto in via ufficiale, nei documenti non compare alcun rating né alcuna garanzia dell’inquilino, e la marcatura non dice nulla su quale entità stia effettivamente dietro all’obbligazione ventennale.
La conseguenza pratica resta una questione di merito creditizio. Un contratto ventennale vale quanto la garanzia che lo sostiene. Il linguaggio della stessa Riot punta al medesimo vuoto dall’altro lato: la linea ponte di Morgan Stanley è descritta come un ponte verso un supporto creditizio investment grade, il che implica che la garanzia sia in corso di costruzione e non già in essere. Finché quel supporto non viene descritto in un documento, la solidità della controparte dietro a 9,1 miliardi di canone base resta la variabile non comunicata più grande dell’operazione.
04 Il lease AMD e il curriculum di consegna che ci sta dietro
L’accordo da 191 MW è il secondo inquilino di Rockdale, e il primo è la ragione per cui il secondo viene preso sul serio. Il contratto con AMD è stato annunciato il 16 gennaio 2026 e copriva un primo dispiegamento di 25 MW di carico IT critico, consegnato a fasi: 5 MW nel gennaio 2026 e i restanti 20 MW nel maggio 2026. Il termine iniziale è di dieci anni, con tre opzioni successive di rinnovo quinquennale a discrezione del conduttore. Prevedeva inoltre un’opzione di espansione per ulteriori 75 MW e un diritto di prelazione su altri 100 MW, che è da dove arriva la cifra di 200 MW dei titoli.
Nell’aprile 2026 Riot e AMD hanno firmato un emendamento con cui AMD ha esercitato una parte di quell’opzione, aggiungendo 25 MW e portando la capacità contrattualizzata a 50 MW. Dopo l’emendamento ad AMD restano 50 MW di capacità riservata sull’opzione di espansione esistente e un diritto condizionato di prelazione su ulteriori 100 MW, esercitabile in tranche non inferiori a 50 MW. L’esercizio integrale di entrambi porterebbe AMD a 200 MW a Rockdale.
Nel secondo trimestre 2026 Riot ha completato la consegna degli ultimi 20 MW del primo blocco, portando in servizio la piena capacità commissionata di 25 MW. La società dichiara di averlo fatto nei tempi e nel budget previsti, e l’effetto si vede nei conti: 23,2 milioni di dollari di ricavi Data Center nel trimestre, composti da 4,5 milioni di canoni di locazione operativa, 0,4 milioni di canoni variabili compreso il riaddebito dell’energia e 18,3 milioni di rimborsi per servizi di allestimento.
È ora in corso la costruzione di quella espansione da 25 MW. Una Fase 3 da 10 MW è prevista per novembre 2026 e una Fase 4 da 15 MW per maggio 2027, momento in cui i 50 MW contrattualizzati con AMD saranno interamente dispiegati. Queste due date sono le tappe operative visibili più vicine dell’intero programma, e sono la verifica meno costosa a disposizione per capire se la capacità esecutiva di Riot regge prima che parta il cantiere ben più grande da 191 MW.
Il mix di ricavi dentro il segmento Data Center separa due cose molto diverse. I rimborsi per allestimento sono fatturati a costo più margine e seguono l’attività di cantiere, quindi arrivano a blocchi e si fermano quando una fase è completata. La componente ricorrente è il canone di locazione operativa. A 4,5 milioni per un trimestre su 25 MW commissionati, la parte ricorrente è ancora piccola, e gli impegni di performance residui del segmento al 30 giugno erano soltanto 2,5 milioni per il resto del 2026. Il portafoglio contrattualizzato che conta sta fuori da quella voce, nei contratti che non hanno ancora iniziato a consegnare.
05 Il portafoglio elettrico: Rockdale, Corsicana, Kentucky
La tesi di Riot è che la risorsa scarsa nella corsa all’intelligenza artificiale non sia la capacità di costruire ma l’allacciamento elettrico approvato ed energizzato su larga scala, e che lei ne abbia molto. Il Form 10-Q fotografa la posizione sito per sito.
Rockdale, nella contea di Milam in Texas, offre oggi fino a circa 700 MW di capacità sviluppata, usata sia per il mining sia per la locazione di data center. È il campus su cui poggiano entrambi i contratti firmati. Corsicana, nella contea di Navarro in Texas, è attualmente attrezzata per un massimo di circa 400 MW di capacità sviluppata per il mining e, a completamento, dovrebbe arrivare a circa un gigawatt di capacità sviluppata disponibile per carichi di calcolo ad alta densità. I due siti in Kentucky, entrati con l’acquisizione di Block Mining nel luglio 2024, valgono circa 192 MW.
L’approvvigionamento elettrico cambia da sito a sito. Rockdale opera con un contratto di acquisto di lungo periodo, sottoscritto dalla controllata Whinstone nel maggio 2020, che copre 345 MW di energia a prezzo fisso in tre blocchi: 130 MW contrattualizzati nel maggio 2020 e 65 MW nel marzo 2022, entrambi fino al 30 aprile 2030, e 150 MW contrattualizzati nel novembre 2022 ma solo fino al 31 ottobre 2027. Riot contabilizza il contratto come derivato, e richiede garanzie di margine quando il prezzo di mercato si muove contro il contratto; al 30 giugno 2026 quella richiesta di garanzia era pari a zero. Il prezzo fisso è anche ciò che consente a Riot di interrompere la produzione e partecipare ai programmi di demand response di ERCOT, incassando crediti a riduzione delle bollette: 10,1 milioni di dollari nel secondo trimestre e 31,1 milioni nel semestre. Corsicana acquista energia sul mercato retail con un contratto a prezzo di mercato nella zona ERCOT North Load Zone più un adder e oneri passanti. Quel contratto porta la data del 12 novembre 2024 e ha durata triennale fino al 25 novembre 2027, il che colloca una rinegoziazione dentro la finestra di consegna del contratto da 191 MW.
Corsicana è anche il luogo dove viene segnalato il prossimo passo commerciale. Il Form 8-K depositato il 10 agosto 2026 comunica che Riot ha sottoscritto una lettera di intenti non vincolante relativa a una proposta di locazione per l’impianto di Corsicana. Una lettera di intenti non vincolante non è un contratto: non fissa durata, non fissa canone, non fissa data di consegna, e ciascuna delle parti può alzarsi dal tavolo. Resta comunque l’indicazione più chiara disponibile che il management stia replicando lo stesso schema sul secondo campus, e diverse note del sell-side l’hanno citata esplicitamente alzando gli obiettivi.
Capacità elettrica sviluppata per sito
Megawatt di capacità sviluppata come descritti nel Form 10-Q al 30 giugno 2026. La capacità sviluppata è quella costruita ed energizzata, non l'allacciamento totale che un sito potrà un giorno sostenere.
- Rockdale, Texas~700 MW54,2%
- Corsicana, Texas~400 MW31%
- Kentucky, due siti~192 MW14,9%
Corsicana è descritta come destinata a raggiungere circa un gigawatt di capacità sviluppata per carichi di calcolo ad alta densità una volta completata. È un obiettivo su un sito ancora in costruzione, non capacità disponibile oggi.
Fonte: Riot Platforms, Form 10-Q per il trimestre chiuso il 30 giugno 2026, depositato il 10 agosto 2026.
06 Secondo trimestre 2026: i numeri sotto il titolo
I ricavi totali dei tre mesi chiusi il 30 giugno 2026 sono stati 174,2 milioni di dollari, contro 153,0 milioni nello stesso trimestre del 2025, con una crescita del 14 per cento. La composizione è cambiata più del totale. I ricavi da mining sono scesi a 113,7 milioni da 140,9, per effetto di un prezzo medio del bitcoin più basso e di un hash rate di rete più alto, in parte compensati dalla maggiore potenza di calcolo operativa di Riot. Engineering è salito a 37,3 milioni da 10,6. Data Center ha contribuito con 23,2 milioni, contro nulla un anno prima.
Sotto la riga dei ricavi il trimestre è pesantemente negativo. La perdita netta è stata di 237,2 milioni di dollari, contro un utile netto di 219,5 milioni nel secondo trimestre 2025. L’EBITDA rettificato, nella definizione della società, è stato negativo per 69,7 milioni contro un positivo di 495,3 milioni. Nel semestre la perdita netta è di 737,6 milioni e l’EBITDA rettificato è negativo per 380,8 milioni.
L’oscillazione è dominata dal trattamento contabile del bitcoin più che dalla gestione operativa. Con la valutazione al fair value, la variazione di valore delle monete a bilancio passa dal conto economico, e con il prezzo del bitcoin in discesa nel primo semestre 2026 quella riga è stata negativa per 401,3 milioni sui sei mesi, di cui 113,2 milioni di minusvalenze effettivamente realizzate sulle vendite e non semplici svalutazioni su monete ancora in portafoglio. Un miner che tiene monete a bilancio riporta grandi oscillazioni contabili in entrambe le direzioni, e il confronto con il secondo trimestre 2025, che includeva una variazione positiva di fair value da 470,8 milioni, mostra lo stesso meccanismo che gira al contrario.
Due voci operative stanno fuori da quel rumore. Gli ammortamenti, che sono una riga a sé, sono stati 97,8 milioni nel trimestre contro 83,2 un anno prima, e il piano di ammortamento futuro della flotta di miner ammonta a 472,1 milioni, di cui 219,9 nel 2027. Separatamente, e su una riga distinta, la società ha registrato una svalutazione di 28,0 milioni su immobilizzazioni materiali, relativa ad apparecchiature a lunga consegna già iscritte fra le immobilizzazioni in corso per una prevista espansione mineraria a Rockdale, svalutate perché è stato deciso di espandere Rockdale per uso data center. Quella svalutazione è la prova contabile più netta della svolta: attrezzatura comprata per il vecchio business e cancellata perché il campus viene riorientato al nuovo.
Da dove arrivano i 174,2 milioni di dollari di ricavi del trimestre
Ricavi per segmento nei tre mesi chiusi il 30 giugno 2026. Data Center è diventato segmento riportabile solo nel primo trimestre 2026, quindi non esiste un confronto con l'anno prima.
- Mining bitcoin113,7 M$65,3%
- Engineering37,3 M$21,4%
- Data Center23,2 M$13,3%
Dei 23,2 milioni di dollari di ricavi Data Center, 4,9 milioni sono canoni di locazione operativa e 18,3 milioni sono servizi di allestimento fatturati a costo più margine. I ricavi da allestimento seguono l'attività di cantiere e si fermano quando una fase è consegnata.
Fonte: Riot Platforms, Form 10-Q al 30 giugno 2026, conto economico consolidato condensato.
| Dato | $RIOT |
|---|---|
| Prezzo | 20,32 $, in rialzo del 4.74% nella seduta dell’11 agosto 2026 |
| Capitalizzazione | ~7,68 miliardi di dollari |
| Azioni in circolazione / flottante | 378,02 milioni / 347,73 milioni |
| Quota insider / istituzionali | 8,05% / 80,40% |
| Posizioni corte | 15,36% del flottante |
| Volume medio / volume dell’11 agosto | 16,81 milioni / 44,16 milioni. volume relativo Finviz 7,02. che confronta il volume con la media allo stesso punto della seduta |
| Volatilità, settimana / mese | 8,85% / 9.68% |
| Performance: settimana / mese / trimestre | -5.75% / 0.64% / -19,81% |
| Performance: semestre / da inizio anno / anno | 35,74% / 60,38% / 82,90% |
| Obiettivo medio del sell-side | 32,52 $, media Finviz, 11 agosto 2026 |
07 L’economia del mining nel ciclo attuale
Il mining resta la prima voce di ricavo ed è sotto pressione. Riot ha prodotto 1.587 bitcoin nel secondo trimestre, contro 1.426 un anno prima, e 3.060 nel semestre contro 2.956. La capacità di hash rate dispiegata ha raggiunto 44,4 EH/s al 30 giugno 2026, in crescita del 15,3 per cento rispetto ai 38,5 EH/s di fine 2025. La produzione è salita. Il ricavo dalla produzione è sceso, perché il prezzo per moneta è calato più di quanto sia cresciuto il volume.
La comunicazione sui costi è dove la tensione si vede. Il costo medio per estrarre un bitcoin, esclusi gli ammortamenti dei miner, è stato di 49.912 dollari nel trimestre contro 48.992 un anno prima, con l’aumento attribuito a costi elettrici più alti e all’espansione in Kentucky. Contro un valore di produzione di 71.667 dollari per moneta estratta, quel costo ha assorbito il 69,6 per cento del valore prodotto, contro il 49,6 per cento dello stesso trimestre 2025.
Includendo l’ammortamento dei miner il quadro si rovescia. Il costo per estrarre un bitcoin comprensivo di ammortamento è stato di 90.631 dollari, contro un valore di produzione di 71.667, cioè il 126,5 per cento. Su quella base la flotta non ha coperto il costo pieno di produzione nel trimestre. La posizione dichiarata di Riot è che l’ammortamento sia un costo non monetario, non evitabile interrompendo la produzione, e quindi da escludere dalla decisione operativa se accendere o meno le macchine. È una regola operativa difendibile. Non cambia il fatto che, ai prezzi del bitcoin visti nel secondo trimestre 2026, la flotta non stia recuperando il capitale che vi è stato investito.
L’impegno di capitale dietro quella flotta è ormai quasi tutto speso. Fra il 2023 e il 2026 Riot ha emesso ordini d’acquisto a MicroBT, tramite SuperAcme Technology, per miner di fabbricazione statunitense pari a 50,9 EH/s complessivi, per un prezzo di circa 795,2 milioni di dollari. Le consegne sono iniziate nel 2023 e proseguono fino al quarto trimestre 2026, e l’impegno residuo al 30 giugno 2026 era di 7,7 milioni. Nel trimestre Riot ha pagato in contanti 25,2 milioni per macchine, senza finanziamento del venditore né di terzi.
La lettura strategica è che il mining stia diventando l’uso residuale della potenza non ancora affittata. Ogni megawatt convertito in un contratto di data center è un megawatt che smette di essere esposto al prezzo del bitcoin e alla difficoltà di rete, e Rockdale è il posto dove quella conversione sta avvenendo per prima.
08 Il tesoro in bitcoin come fonte di finanziamento
Riot ha aperto il 2026 con 18.005 bitcoin iscritti a 1.575,4 milioni di dollari. Ha chiuso il secondo trimestre con 11.380 bitcoin a un fair value di 666,0 milioni, un valore che la società lega a un prezzo del bitcoin di 58.527 dollari al 30 giugno 2026 nel comunicato sul secondo trimestre. La riconciliazione nel Form 10-Q è questa: 3.060 monete aggiunte dal mining, due monete in meno per la variazione del credito in bitcoin, 9.665 monete vendute per 732,5 milioni di incasso, 18 scambiate come compenso ai dipendenti e una variazione negativa di fair value per 401,3 milioni.
La società dichiara che tutte le cessioni sono state vendite sul mercato aperto per finanziare l’attività e la remunerazione del personale. In termini pratici il tesoro è diventato la fonte di finanziamento senza diluizione del cantiere dei data center, ed è stato ridotto di oltre un terzo del numero di monete in sei mesi.
Due dettagli qualificano ciò che resta. Primo, 5.821 delle 11.380 monete sono date in garanzia alla linea di credito da 200 milioni e sono iscritte come bitcoin vincolati. La quota libera è di 5.559 monete, pari a 325,4 milioni al prezzo del 30 giugno. La parte liquida e non impegnata del tesoro è circa la metà del numero di copertina.
Secondo, il valore di carico delle monete, cioè il valore iniziale riconosciuto ai fini dei ricavi, era di 1.030,2 milioni contro un fair value di 666,0 milioni. Monete estratte a prezzi più alti vengono vendute sotto il valore al quale il relativo ricavo era stato contabilizzato, ed è per questo che nel semestre compaiono minusvalenze realizzate per 113,2 milioni.
Il meccanismo taglia in entrambe le direzioni ed è legato in modo diretto al piano di finanziamento. Un prezzo del bitcoin in salita ricostruisce il tesoro, allenta la garanzia sulla linea da 200 milioni e riduce la pressione a emettere azioni. Uno in discesa fa il contrario esattamente nel momento in cui la spesa di costruzione è massima. La stessa informativa societaria lega le due cose: gli interessi sulla linea da 200 milioni, 8,1 milioni nel semestre, sono stati capitalizzati fra le immobilizzazioni in corso.
Il tesoro in bitcoin è stato la fonte di finanziamento
Bitcoin a bilancio a ogni chiusura di trimestre, con il fair value sotto ogni colonna. Nel primo semestre 2026 Riot ha venduto 9.665 bitcoin incassando 732,5 milioni di dollari.
I valori scendono più in fretta del numero di monete perché nello stesso periodo è sceso il prezzo del bitcoin. Riot ha valorizzato le monete a un prezzo di 58.527 dollari al 30 giugno 2026.
Fonte: Riot Platforms, Form 10-K e 10-Q, saldi al 31 dicembre 2025, 31 marzo 2026 e 30 giugno 2026.
09 Bilancio, debito e come si paga il cantiere
Al 30 giugno 2026 Riot dichiara attività totali per 3.263,6 milioni di dollari, passività totali per 1.070,9 milioni e patrimonio netto per 2.192,6 milioni. Il patrimonio è sceso dai 2.858,4 milioni di fine 2025, seguendo la perdita del semestre. Le immobilizzazioni materiali nette valgono 1.554,4 milioni, di cui 188,7 milioni di immobilizzazioni in corso.
La liquidità, nella presentazione della società, superava 1,2 miliardi a fine trimestre: 548,9 milioni di cassa, di cui 77,5 vincolati, più 11.380 bitcoin per 666,0 milioni. Quel numero va preso con due qualificazioni: oltre metà dei bitcoin è data in garanzia e una parte della cassa è collaterale detenuto in conti vincolati.
Il debito ha cinque pezzi. Il maggiore è costituito da 594,4 milioni di valore nominale di obbligazioni convertibili senior allo 0,75 per cento con scadenza 2030, iscritte a 583,7 milioni al netto di 10,6 milioni di costi di emissione non ammortizzati, con un fair value stimato di circa 1,2 miliardi a fine trimestre. Secondo, una linea da 200,0 milioni con Coinbase Credit, interamente utilizzata, garantita da 5.821 bitcoin; un secondo accordo modificato e riformulato del 21 aprile 2026 ha spostato la scadenza al 20 aprile 2027 e fissato il tasso al 6,15 per cento. Terzo e quarto, due piccole linee revolving: una da 50,0 milioni con 34,3 milioni utilizzati e 15,2 milioni di lettere di credito emesse, che lascia 0,6 milioni di capacità residua, prorogata a giugno 2026 fino al 15 luglio 2027 e con tasso al 4,9 per cento; e una da 20,0 milioni, interamente utilizzata al 5,3 per cento. Quinto, un finanziamento da 5,0 milioni all’8,81 per cento con scadenza dicembre 2035.
Il debito complessivo in linea capitale al 30 giugno 2026 era di circa 853,7 milioni secondo il riepilogo della stessa società. Al netto delle obbligazioni 2030 restano circa 259,3 milioni. Sopra vi si aggiunge la linea da 573,0 milioni impegnata a livello di controllata il 10 agosto 2026, dopo la chiusura del trimestre e quindi assente dallo stato patrimoniale al 30 giugno. È un impegno, non un saldo utilizzato: il contratto prevede una linea delayed-draw utilizzabile durante un periodo di disponibilità aperto il 10 agosto, e nessuno dei due documenti dice quanto sia stato effettivamente tirato. A pieno utilizzo varrebbe più del doppio dell’intero debito preesistente utilizzato al netto delle convertibili, sottoscritto in un colpo solo, con finanziamenti in scadenza il 31 dicembre 2026 secondo i termini esposti nel Form 8-K depositato il 14 agosto 2026. Anche la linea revolving da 20,0 milioni, biennale e sottoscritta nell’agosto 2024, arriva a termine in questo mese.
Il percorso di finanziamento che emerge dai documenti è dunque questo: vendite di bitcoin e cassa esistente reggono la gestione ordinaria e le opere preliminari, il ponte di Morgan Stanley finanzia l’approvvigionamento a lunga consegna, e un finanziamento definitivo sostenuto da un supporto creditizio investment grade rimborsa il ponte e finanzia la costruzione fino a dicembre 2027. Ogni anello di questa catena è comunicato. L’ultimo è descritto come in via di finalizzazione, non come concluso, ed è l’anello che porta la quantità di capitale più grande.
10 Numero di azioni e diluizione
Le azioni in circolazione erano 378.022.964 al 30 giugno 2026, contro 371.575.652 al 31 dicembre 2025. La copertina del Form 10-Q riporta 375.258.935 azioni al 7 agosto 2026, circa 2,8 milioni in meno rispetto alla chiusura del trimestre. Il documento non fornisce alcuna spiegazione di quel calo, e i 2,5 milioni di dollari di azioni riacquistate per assolvere le ritenute fiscali sui dipendenti in tutto il semestre sono troppo pochi per giustificarlo. Lo scarto resta non spiegato nell’informativa societaria, e viene segnalato qui come tale.
Riot non ha usato il proprio programma at-the-market nel primo semestre. Il programma ATM 2025, istituito a dicembre 2025 per un massimo di 500,0 milioni di dollari di azioni ordinarie, non ha visto alcuna vendita nei sei mesi chiusi il 30 giugno 2026, e l’intero importo era ancora disponibile a fine trimestre. Per una società che storicamente si è finanziata emettendo azioni, sei mesi senza attingere all’ATM sono un cambio di comportamento, ed è il contraltare delle vendite di bitcoin: è stato usato il tesoro al posto del numero di azioni.
La questione più grande sulla diluizione sta nelle obbligazioni convertibili. Le note 2030 sono diventate convertibili a scelta dei portatori nel corso del terzo trimestre 2026, perché il prezzo di chiusura del titolo ha superato il 130 per cento del prezzo di conversione applicabile per almeno venti sedute nelle trenta consecutive terminate il 30 giugno 2026. Riot dichiara di avere la capacità e l’intenzione di regolare le eventuali conversioni in azioni ordinarie a propria scelta, ed è la ragione per cui le note restano classificate come debito a lungo termine e non corrente.
La conseguenza è che un prezzo dell’azione in salita rende più probabile che le note vengano regolate in azioni, e la società ha dichiarato che in azioni intende regolarle. L’ATM da 500,0 milioni non utilizzato e la clausola di conversione su 594,4 milioni di obbligazioni definiscono insieme la capacità di diluizione già esistente senza che venga annunciata alcuna nuova decisione.
11 La copertura degli analisti e la forchetta degli obiettivi
La copertura si è mossa in fretta e in una sola direzione dopo l’annuncio del 10 agosto. H.C. Wainwright ha alzato l’obiettivo a 40 dollari da 25, con giudizio Buy. Bernstein è passata a 35 dollari da 30, con giudizio Outperform, citando sia il contratto sia la lettera di intenti non vincolante sul sito di Corsicana. Citi ha alzato a 32 dollari da 28, con giudizio Buy. Needham ha portato l’obiettivo a 30 dollari. Compass Point ha confermato il proprio giudizio sul contratto. La media di consenso rilevata da Finviz era di 32,52 dollari l’11 agosto 2026.
Queste cifre provengono dai resoconti della stampa finanziaria sulle note e non dalle note stesse, e l’orario esatto di pubblicazione di ciascuna non è stato verificato in modo indipendente. Le case e la direzione sono coerenti su più testate; la precisione del singolo numero va trattata di conseguenza.
Ciò che le revisioni hanno in comune è che stanno riprezzando un flusso di ricavi contrattualizzati che non ha ancora prodotto un dollaro di canone. I modelli pubblicati adesso capitalizzano un NOI che comincia al più presto a dicembre 2027 e raggiunge il ritmo pieno a metà 2028. Fra la nota e il flusso di cassa ci sono il finanziamento, il cantiere e circa due anni.
Il secondo elemento comune è la lettera di intenti su Corsicana. Diverse case l’hanno trattata come prova che Rockdale sia un modello replicabile e non un caso isolato, e hanno prezzato una qualche probabilità di un terzo contratto. Una lettera di intenti non vincolante non crea obbligo per nessuna delle parti, e prezzarla come un contratto è una scelta di modello, non un dato comunicato.
Dove si è spostato il sell-side dopo l'annuncio
Obiettivi di prezzo a dodici mesi pubblicati o aggregati nelle due sedute successive all'annuncio del 10 agosto 2026.
alzato da 25 $, giudizio Buy
alzato da 30 $, Outperform
alzato da 28 $, Buy
consenso delle case che coprono il titolo
alzato dopo l'annuncio del lease
Un obiettivo di prezzo è il risultato del modello di un analista, non un dato di fatto e non una posizione di Merlintrader. Gli obiettivi si sono mossi entro quarantotto ore da un singolo annuncio, il che dice sulla velocità della revisione quanto dice sulla destinazione.
Fonte: Media Finviz rilevata l'11 agosto 2026. I singoli obiettivi come riportati dalla stampa finanziaria nelle sedute del 10 e 11 agosto 2026; l'orario esatto di pubblicazione di ciascuna nota non è stato verificato in modo indipendente.
12 Il sentiment retail
Il posizionamento retail attorno a $RIOT è stato costantemente sbilanciato ed è diventato ancora più tale attraverso l’annuncio. La serie di sentiment di Stocktwits mostra la quota rialzista dei messaggi con tag salire dal 62 per cento del 20 luglio 2026 al 97 per cento del 10 agosto, giorno del comunicato, per poi assestarsi all’81 per cento l’11 agosto mentre il titolo scambiava sul dispaccio di Bloomberg. Al momento della rilevazione il flusso contava poco meno di 130.000 osservatori; la cifra esatta riportata nel riquadro qui sotto si muove nel corso della seduta.
Queste letture nascono da tag auto-attribuiti da trader retail e investitori non professionali su una piattaforma sociale. Non sono ricerca di analisti, non sono un sondaggio con alcuna disciplina di campionamento e non contengono informazione sulla dimensione delle posizioni. Ciò che misurano in modo affidabile è l’affollamento: quando diciannove messaggi su venti stanno da una parte sola, il compratore marginale dentro quella popolazione è più difficile da trovare, e le delusioni tendono a essere riprezzate più in fretta di quanto vengano assorbite.
Accanto a questo va letto il dato sulle posizioni corte. Finviz riportava l’11 agosto 2026 posizioni corte pari al 15,36 per cento del flottante, su un flottante di 347,7 milioni di azioni contro 378,0 milioni in circolazione. Una posizione corta di quelle dimensioni contro un flusso retail schiacciato sul lato rialzista è ciò che produce movimenti violenti di singola seduta in entrambe le direzioni, ed è una ragione per trattare la variazione percentuale di una singola giornata come un’affermazione sul posizionamento più che sull’azienda.
Quanto è sbilanciata la conversazione retail su $RIOT
Quota di messaggi Stocktwits con tag di sentiment marcati rialzisti, per giorno. L'ultima colonna è la rilevazione più recente.
Sono tag auto-attribuiti da trader retail e investitori non professionali, non ricerca di analisti. La serie descrive quanto sia affollato un lato della conversazione, che è un fatto sul pubblico e non sulla società.
Fonte: Serie pubblica di sentiment Stocktwits per $RIOT, letta l'11 agosto 2026.
13 Come si colloca Riot rispetto ai suoi concorrenti
Il gruppo di confronto è cambiato in fretta quanto Riot. Un anno fa i concorrenti naturali erano i miner di bitcoin. Oggi il gruppo rilevante è l’insieme delle società quotate che stanno convertendo potenza e terreni dell’era mineraria in capacità di data center per l’intelligenza artificiale, e il mercato le prezza già sui megawatt contrattualizzati più che sull’hash rate.
Le cifre riportate qui sotto sono una fotografia di mercato e non una valutazione, e si muovono ogni giorno. Collocano Riot nel mezzo di un gruppo dove diverse società di capitalizzazione paragonabile stanno eseguendo varianti della stessa strategia, in un settore che si è riprezzato con forza nell’ultimo anno.
| Ticker | Prezzo | Capitalizzazione | Corte sul flottante | Da inizio anno | Un anno |
|---|---|---|---|---|---|
| $IREN | 39,89 $ | 14,24 mld $ | 30,42% | 5,59% | 121,93% |
| $HUT | 92,24 $ | 11,37 mld $ | 10,58% | 100,74% | 348,33% |
| $APLD | 29,68 $ | 8,65 mld $ | 26,64% | 21,04% | 111,55% |
| $WULF | 17,02 $ | 8,49 mld $ | 29,98% | 48,17% | 215,28% |
| $RIOT | 20,32 $ | 7,68 mld $ | 15,36% | 60,38% | 82,90% |
| $CIFR | 17,48 $ | 7,25 mld $ | 16,49% | 18,39% | 267,12% |
| $CORZ | 19,84 $ | 6,38 mld $ | 20,48% | 36,26% | 36,55% |
| $MARA | 9,78 $ | 3,78 mld $ | 29,19% | 8,96% | -37,52% |
Valgono due cautele. Primo, le società non stanno sulla stessa base contabile: chi detiene grandi tesori in bitcoin al fair value riporta utili che oscillano con il prezzo della moneta, mentre chi ha ridotto le posizioni riporta numeri più puliti ma più piccoli. Secondo, i megawatt contrattualizzati non sono confrontabili nel gruppo senza leggere ogni singolo contratto, perché carico IT critico, capacità lorda di sito e capacità di allacciamento sono tre grandezze diverse e i comunicati non sempre le distinguono.
La posizione specifica di Riot dentro il gruppo è che la sua capacità contrattualizzata è concentrata su un solo campus con un solo allacciamento già energizzato, e divisa fra due inquilini di cui uno è una società tecnologica nominata e di merito creditizio elevato, mentre l’altro è nominato soltanto nello strato leggibile dalla macchina di un documento depositato.
14 Rischi e segnali di allarme
L’inquilino non è valutabile sul piano creditizio. Un contratto ventennale da 9,1 miliardi di dollari è uno strumento di credito. La controparte è nominata soltanto nella marcatura XBRL del Form 10-Q e mai nell’informativa discorsiva, e nei documenti non compare alcun rating, alcuna garanzia né alcun dato finanziario che la riguardi. La descrizione fatta dalla stessa società di un supporto creditizio investment grade ancora da finalizzare indica che la garanzia è un lavoro in corso.
Il finanziamento è un ponte, non una struttura definitiva. I finanziamenti della linea da 573,0 milioni con Morgan Stanley scadono il 31 dicembre 2026 secondo il Form 8-K depositato il 14 agosto 2026, meno di cinque mesi dopo la firma. Il capitale necessario da qui a dicembre 2027 è molto più grande di quella linea, e la struttura definitiva non è stata comunicata. Un secondo punto vale da solo: la scadenza indicata nel Form 10-Q depositato il 10 agosto è il 15 ottobre 2026, quella indicata nel Form 8-K depositato il 14 agosto è il 31 dicembre 2026, e la linea è la stessa. Finché il contratto non verrà allegato per intero alla relazione del terzo trimestre, la durata del debito poggia su due documenti che non dicono la stessa cosa.
Fino a dicembre 2027 non si consegna nulla. Il primo ricavo dal contratto da 191 MW è a circa sedici mesi di distanza, e il dispiegamento completo è atteso entro giugno 2028. La spesa di costruzione corre davanti per tutto il periodo. Ritardi su apparecchiature a lunga consegna, trasformatori, manodopera o collaudi spostano i canoni in avanti lasciando i costi dove sono.
Il mining oggi non copre il costo pieno. A 90.631 dollari di costo per bitcoin compreso l’ammortamento contro 71.667 dollari di valore di produzione, la flotta non ha coperto il proprio costo pieno di produzione nel trimestre. Il mining resta la prima voce di ricavo ed è esposto sia al prezzo del bitcoin sia all’aumento della difficoltà di rete.
Il tesoro si sta consumando. Le monete sono scese da 18.005 a 11.380 in sei mesi, e oltre metà di quelle rimaste è in garanzia. Il cuscinetto che ha sostituito l’emissione di azioni non è illimitato, e si assottiglia più in fretta quando il prezzo del bitcoin scende.
La capacità di diluizione è già in posizione. Un ATM da 500,0 milioni è completamente inutilizzato, e 594,4 milioni di obbligazioni convertibili sono diventate convertibili a scelta dei portatori nel terzo trimestre 2026, con la società che dichiara l’intenzione di regolarle in azioni.
Concentrazione. Entrambi i contratti insistono su un solo campus, in un solo mercato elettrico, con due inquilini. Un problema a Rockdale, fisico, regolatorio o contrattuale, colpisce in una volta sola l’intera base di ricavi contrattualizzati. Il rischio specifico di ERCOT, compresi eventi meteorologici estremi e obblighi di demand response, insiste sullo stesso campus.
La rinegoziazione dell’energia su entrambi i campus. Il blocco da 150 MW di energia a prezzo fisso di Rockdale corre solo fino al 31 ottobre 2027, sul campus che porta tutta la capacità contrattualizzata e due mesi prima che siano attesi i primi 96 MW IT. Il contratto retail di Corsicana corre fino al 25 novembre 2027 su prezzi di mercato nella zona ERCOT North più un adder. Entrambi i rinnovi cadono dentro la finestra di consegna del contratto da 191 MW, in un momento in cui la domanda elettrica dei data center è la variabile dominante del prezzo dell’energia in Texas.
La volatilità contabile continuerà. La valutazione al fair value del bitcoin implica che gli utili riportati continueranno a oscillare di centinaia di milioni di dollari per trimestre in entrambe le direzioni, indipendentemente dalla gestione. Gli utili e le perdite di copertina di questa società contengono meno informazione di quanta sembrino contenerne.
15 Scenari
Gli scenari qui sotto sono descrittivi. Non portano probabilità, non portano livelli di prezzo e non contengono alcuna raccomandazione: servono a mettere in fila quali variabili determinano davvero l’esito.
L’esecuzione tiene. Il ponte di Morgan Stanley viene rifinanziato in una struttura definitiva con supporto creditizio comunicato. La Fase 3 di AMD arriva a novembre 2026 e la Fase 4 a maggio 2027, confermando il curriculum di cantiere. La lettera di intenti su Corsicana si trasforma in un contratto firmato. In questo percorso Riot arriva a dicembre 2027 con 96 MW IT che generano canoni, un secondo campus contrattualizzato e una base di ricavi la cui componente maggiore non si muove più con il prezzo del bitcoin. La tesi rialzista che il sell-side sta modellando è essenzialmente questa sequenza portata a termine nei tempi previsti.
Il finanziamento si stringe. La struttura definitiva richiede più tempo, prezza più larga o pretende più supporto in capitale di quanto il ponte lasciasse intendere. In questo percorso la pressione ricade sul tesoro e sull’ATM, perché il cantiere non può fermarsi senza spostare le date di consegna da cui il contratto dipende. Le variabili da osservare sono i termini di un eventuale rifinanziamento della linea da 573,0 milioni attorno alla scadenza del 31 dicembre 2026, e la comparsa di utilizzi dell’ATM nei documenti successivi.
La consegna slitta. Apparecchiature a lunga consegna, lavori di allacciamento o collaudi vanno lunghi e dicembre 2027 si sposta. Il valore contrattualizzato non sparisce, ma arriva più tardi e costa di più raggiungerlo, e la forbice fra spesa e canone si allarga. La capacità ingegneristica interna di Riot è la mitigazione dichiarata, e le fasi di AMD sono la verifica anticipata e visibile.
Il bitcoin scende ancora. Il segmento mining, già sotto il costo pieno, contribuisce meno; il tesoro finanzia meno; la posizione di garanzia sulla linea da 200 milioni si irrigidisce. Nulla di tutto questo tocca i contratti, che è precisamente l’argomento a favore della svolta, ma cambia il modo in cui la società arriva da qui al primo canone.
Il filo comune è che il titolo non è più principalmente una scommessa sul bitcoin. È una scommessa su un programma di costruzione e di finanziamento, con attaccato un business di mining che ne finanzia una parte e aggiunge rumore ai numeri riportati.
16 In sintesi
Il 10 agosto 2026 Riot Platforms ha comunicato il contratto più grande della sua storia: 191 MW di capacità IT critica a Rockdale, un termine ventennale che decorre dal completamento del dispiegamento previsto a giugno 2028 e arriva a giugno 2048, circa 9,1 miliardi di dollari di canone base e fino a circa 16,1 miliardi con entrambe le opzioni di rinnovo, a fronte di un contributo medio annuo stimato di NOI fra 365 e 411 milioni. Insieme al contratto con AMD, 241 MW risultano contrattualizzati su un solo campus.
Di fronte a questo sta una società che ha perso 737,6 milioni nel primo semestre, la cui flotta di miner non ha coperto il costo pieno di produzione nel trimestre, che ha venduto 9.665 bitcoin in sei mesi per finanziarsi, e il cui nuovo finanziamento è un ponte a due mesi in attesa di una struttura definitiva che non è stata descritta. Il primo canone del nuovo contratto è a circa sedici mesi di distanza.
Lo spazio fra questi due paragrafi è tutta la questione. Il contratto è reale e i termini sono depositati. La consegna, il finanziamento e il merito creditizio della controparte sono le parti non ancora risolte, e sono quelle che i prossimi quattro trimestri di informativa scioglieranno. I punti di verifica ravvicinati sono concreti: la scadenza del 15 ottobre 2026 della linea ponte, la Fase 3 di AMD a novembre 2026, e se la lettera di intenti su Corsicana diventerà un contratto.
Altre ricerche su Merlintrader
- Stock Hub Energia, Minerali e Terre Rare — l’indice del settore, con la data di aggiornamento di ogni hub.
- $OKLO — Stock Hub Oklo Inc. — nucleare avanzato rivolto alla stessa domanda dei data center.
- $BE — Stock Hub Bloom Energy — celle a combustibile in loco per il calcolo ad alta densità.
- $PLUG — Stock Hub Plug Power — infrastruttura a idrogeno e la stessa tesi sulla scarsità di potenza.
- $UAMY — Stock Hub United States Antimony — minerali critici nella stessa sezione.
Fonti primarie e link di riferimento
- Riot Platforms, Inc., Form 10-Q per il trimestre chiuso il 30 giugno 2026, depositato presso la SEC il 10 agosto 2026. Fonte per stato patrimoniale, ricavi per segmento, debito, riconciliazione del bitcoin, hash rate, capacità dei siti, numero di azioni e contratti elettrici.
- Riot Platforms, Inc., Form 8-K del 10 agosto 2026. Item 2.02 e 8.01, compresa la comunicazione di una lettera di intenti non vincolante per una proposta di locazione dell’impianto di Corsicana.
- Riot Platforms Reports Second Quarter 2026 Financial Results and Strategic Highlights, comunicato societario del 10 agosto 2026. Fonte per i termini del contratto da 191 MW, il valore contrattuale, la forchetta di NOI, il calendario di consegna e la linea ponte da 573 milioni.
- Riot Platforms, Inc., Form 8-K del 16 gennaio 2026, con l’annuncio del contratto di locazione con AMD a Rockdale.
- Riot Platforms, Inc., Form 10-Q per il trimestre chiuso il 31 marzo 2026, depositato il 30 aprile 2026. Fonte del saldo di 15.679 bitcoin al 31 marzo 2026.
- Dispaccio Bloomberg sull’accordo di Riot sui data center, 11 agosto 2026, che ha attribuito il contratto ad Anthropic citando persone a conoscenza della materia. L’articolo è dietro abbonamento. Lo stesso nome compare in modo indipendente nella marcatura XBRL del Form 10-Q, come esposto nella sezione dedicata.
- Riot Platforms, Inc., Form 8-K depositato il 14 agosto 2026. Item 1.01 e 2.03: il credit agreement del 10 agosto 2026 per la linea a termine senior garantita delayed-draw da 573,0 milioni di dollari, con tasso, garanti, pacchetto di garanzie, clausole di non rivalsa e scadenza al 31 dicembre 2026.
- Finviz — prezzo, capitalizzazione, flottante, posizioni corte, performance e obiettivo medio degli analisti, rilevati l’11 agosto 2026. Link referral.
- Stocktwits — serie pubblica di sentiment retail e numero di osservatori per $RIOT, rilevati l’11 agosto 2026. Link referral.
Ogni cifra di questo rapporto è accompagnata dalla data e dal documento da cui proviene. I dati comunicati dalla società sono tratti dai depositi presso la U.S. Securities and Exchange Commission e dal comunicato societario del 10 agosto 2026. I dati di mercato portano la data in cui sono stati rilevati. L’identificazione dell’inquilino come Anthropic proviene esclusivamente da resoconti di stampa e non è confermata da alcun documento.
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I dati sono tratti da documenti pubblici depositati presso la U.S. Securities and Exchange Commission, comunicati stampa della società e fornitori di dati di mercato, e sono riportati con le rispettive date di riferimento. I dati possono cambiare senza preavviso, e le cifre pubblicate prima di un comunicato sui risultati diventano obsolete nel momento stesso in cui quel comunicato viene emesso. Merlintrader non fornisce alcuna garanzia che le informazioni siano complete o aggiornate al momento della lettura. I lettori dovrebbero verificare ogni dato sulla fonte primaria prima di agire di conseguenza.
Riot Platforms presenta rischi specifici alla propria situazione. Il suo maggiore flusso di ricavi contrattualizzati dipende da un inquilino che non è nominato in alcun documento pubblico e da una struttura di finanziamento definitiva che non è stata comunicata. Il segmento di mining non ha coperto il costo pieno di produzione, comprensivo dell’ammortamento delle macchine, nel trimestre chiuso il 30 giugno 2026. I risultati includono variazioni di fair value sui bitcoin detenuti che possono spostare gli utili riportati di centinaia di milioni di dollari in entrambe le direzioni, indipendentemente dalla gestione. Esistono obbligazioni convertibili attualmente convertibili a scelta dei portatori e un programma di emissione azionaria at-the-market mai utilizzato, che rappresentano una capacità di diluizione già in posizione. La capacità contrattualizzata è concentrata su un solo campus in un solo mercato elettrico.
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